Bevacqua Luigi

Bevacqua Luigi

Dopo anni di frequentazione dei lavori di Luigi Bevacqua, posso sicuramente sostenere che le sue astrazioni proiettano il rigore che appartiene alla sua affinata percezione ottica e alla sua stessa interiorità. Non si tratta certo di pagine autobiografiche, ma piuttosto di fogli di scrittura, dove il susseguirsi di segni perfetti su fondi monocromatici e atonali hanno il fascino e la preziosità di un antico codice miniato. In questa magia di segni e di colori su cartoncino, egli narra il suo quotidiano rapporto con l’armonia del pensiero matematico. Va infatti ricordato che l’artista è architetto e quindi il suggestivo corpus delle sue tavole potrebbe titolarsi come i sapienti scritti di Bruno Zevi, che, non a caso, è stato un suo estimatore, e che ci ha insegnato a Saper Vedere l’Architettura.

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