Balla Giacomo

Balla Giacomo

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Giacomo Balla nasce a Torino nel 1871. È tra i primi protagonisti del divisionismo italiano e diviene in seguito un esponente di spicco del Futurismo firmando, insieme a Filippo Tommaso Marinetti e ad altri futuristi, i manifesti che sanciscono gli aspetti teorici del movimento. Frequenta l’Accademia Albertina di Belle Arti e nei primi anni del novecento comincia a dipingere quadri di matrice Pointilliste, senza tuttavia seguire rigorosamente il programma scientifico di Seurat e Signac. Nel 1895 lascia Torino per stabilirsi a Roma, dove abiterà per tutta la vita. Nel 1903, alla Scuola libera del nudo, conosce Umberto Boccioni, Gino Severini e Mario Sironi. Tra lui e Boccioni nasce un legame che li condurrà su strade diverse di ricerca sulla via futurista. Quando nel 1909 Marinetti pubblica il Primo Manifesto futurista, Balla aderisce al movimento. Nel 1910 viene pubblicato il Manifesto dei pittori futuristi e assieme a Boccioni, Carrà, Russolo e Severini firma Il Manifesto tecnico della pittura futurista. Nel 1918 pubblica il Manifesto del colore dove analizza il ruolo del colore nella pittura d’avanguardia. Nel 1937 però, si dichiara estraneo alle attività futuriste. Da quel momento viene accantonato dalla cultura ufficiale, sino alla rivalutazione nel dopoguerra.

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Le opere di Balla Giacomo

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