Kounellis Jannis

Kounellis Jannis

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Jannis Kounellis è stato un pittore e scultore appartenente al movimento dell’arte povera. È l’artista più conosciuto a livello internazionale del movimento, quello che ha esposto più volte in gallerie in Italia e all’estero. Jannis Kounellis nasce in Grecia nel 1936. Dopo essere stato respinto dall’Accademia di Arte di Atene a vent’anni si trasferisce a Roma, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Durante gli studi entra in contatto con l’arte espressionista di Toti Scialoja, da cui viene fortemente influenzato. Nel 1960 espone per la prima volta i suoi quadri alla galleria La Tartaruga di Roma. I suoi primi quadri sono tele con dipinti lettere e numeri, così come fiori ed elementi naturali stilizzati. A partire dal 1967 entra a contatto con il movimento dell’arte povera e comincia a realizzare opere con materiali naturali e con chiari riferimenti alle sue origini greche. Nello stesso anno partecipa alla mostra collettiva Fuoco, immagine, acqua e terra, che segnò un cambiamento nell’arte dell’epoca: per la prima volta gli elementi naturali entrano a far parte di un’opera d’arte. Durante la mostra Jannis Kounellis presenta Margherita di Fuoco, una margherita in ferro che emette fuoco dalla parte centrale attraverso una bombola. Kounellis con il fiore crea un legame tra elementi antichi come il fuoco e la modernità rappresentata dalla bombola. Nelle sue opere Jannis Kounellis utilizza materiali dell’arte povera come pietre, sacchi vuoti o con granaglie, ferro, lampade, ma anche persone e animali vivi. È famosa l’opera di Kounellis Cavalli, del 1969, in cui nella galleria L’Attico di Roma vengono legati alle pareti dodici cavalli, simbolo di uno scontro ideale tra natura e cultura, così come l’opera in cui Kounellis espone un pappagallo vivo con il trespolo poggiato su una lastra in metallo. Le opere di arte povera dell’artista circondano lo spettatore, che diventa il protagonista dell’opera stessa. A partire dagli anni Settanta la progressiva fine dell’arte povera crea nell’artista un senso di polemica e disincanto. Per Kounellis l’arte povera ha perso il suo potenziale innovativo e lo esprime attraverso l’opera Porta chiusa con pietre e con l’utilizzo di elementi come fuliggine e sacchi di carbone. Tra il 1972 e il 1973 Kounellis comincia a esporre alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma. Alla fine degli anni Settanta inizia il suo lavoro sugli animali imbalsamati come simbolo del disincanto e della fine dell’immaginazione dell’artista. Opere da ricordare di questo periodo sono gli uccelli imbalsamati trafitti da frecce, su uno sfondo di paesaggio urbano, del 1979 e l’opera del 1989 in cui Kounellis appende parti di bue macellato a delle lastre che vengono illuminate da lampade ad olio. Dagli anni ’90 inizia il lavoro di Kounellis sulle sculture monumentali, come l’opera Offertorio del 1995 in piazza del Plebiscito a Napoli e il mulino in ferro sempre a Napoli del 1998. Altre opere da ricordare sono il monumento del 1995 all’università di Padova per i festeggiamenti dei 50 anni della Resistenza e l’opera del 2001 in cui l’artista inchioda delle scarpe sui binari della metropolitana di Napoli. Nel 2001 Kounellis realizza gioielli a forma di labbra in collaborazione con Elisabetta Cipriani, che ricordano una sua opera in oro del 1972, che fu successivamente rubata. Nel 2002 ripropone l’opera Cavalli a Londra e a Roma ripropone le sue opere dell’arte povera. Negli anni successivi continua la sua produzione di opere monumentali e nel 2017 l’artista si spegne a 80 anni.

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