Pirandello Fausto

Pirandello Fausto

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Figlio del drammaturgo Luigi PirandelloFausto si forma prima come scultore e poi, dal 1920, come pittore, alla Libera Scuola di Nudodell’Accademia di Roma. Le prime opere risentono degli influssi della Secessione viennese di Klimt e dell’espressionismo tedesco. Dal 1923 inizia a dipingere, esordendo due anni più tardi alla Biennale di Roma e poi a quella di Venezia. A Parigi entra in contatto con l’opera di CézanneMatisse e dei Cubisti, e con i pittori italiani SeveriniTozzi e De Chirico, fondamentali nella definizione del suo linguaggio artistico degli anni Trenta. Nel 1931, a Vienna e Berlino, approfondisce la conoscenza dell’Espressionismo e tornato a Roma avvia un’intensa attività espositiva nelle principali rassegne italiane. Dopo una fase tonale, vicina alla Scuola Romana, l’artista evolve con una personale rielaborazione delle suggestioni europee e della grande tradizione antica, con opere anti-classiche, dalla forte componente materica. I soggetti sono quelli della vita quotidiana, nature morte e vedute. Nel 1939 partecipa alle mostre del gruppo antifascista Corrente a Milano e all’Esposizione Universale di New York. Nel dopoguerra vive il dissidio, di gran parte degli artisti italiani, tra figurazione post-cubista, in ottemperanza alle direttive del Partito Comunista, e astrazione. L’attività espositiva prosegue con particolare successo sia in Italia che negli Stati Uniti. Nel 1956 la Biennale di Venezia gli dedica una personale. Muore nel 1975 e l’anno seguente la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma gli dedica una grande retrospettiva. 

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Le opere di Pirandello Fausto

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