Migneco Giuseppe

Migneco Giuseppe

Nasce a Messina ma presto si trasferisce a Milano per inseguire le sue aspirazioni artistiche. Per sopravvivere realizza illustrazioni per Il Corriere dei Piccoli, bozzetti pubblicitari per una ditta di cravatte e lavora come ritoccatore di rotocalco. Nel frattempo dipinge per lo più soggetti autobiografici.
La sua pittura ha una svolta quando, grazie all’amico Beniamino Joppolo, conosce Birolli, De Grada e Sassu. Frequentando i loro studi, riprende a dipingere con nuovo spirito dando vita ai personaggi umili nei quali sempre si riconoscerà la sua Sicilia. La condizione siciliana, l’urlo degli umili e dei disperati, diventano la sua poetica.Nel 1937 è tra i fondatori del movimento Corrente con Treccani, Birolli, Cassinari, Sassu, De Grada, Guttuso, Vedova, Morlotti, Manzù, Fontana. Movimento che espone la libertà dell’arte in opposizione alla cultura di regime espressa da “Novecento” e dal fascismo. Corrente sopravvive fino al 25 luglio 1943.
Negli anni si consolida in lui l’esasperazione del colore che diventa vera e propria materia organica, sono forti i segni che solcano il viso dei suoi contadini e dei frutti delle loro fatiche. I tratti e le pennellate sono così vigorosi che sembrano incisi su tela. Viene così riconosciuto come uno dei maestri dell’arte italiana contemporanea ed espone nelle gallerie più prestigiose: dalla Biennale di Venezia a New York, da Parigi a Stoccarda e Amsterdam.

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